Sea Watch – Rackete torna a parlare sul caso

“La politica rigida in materia di migranti si è ridotta in Italia, ma continuiamo ad avere impedimenti amministrativi. Sono pronta a salvare altre persone, siamo tutti pronti a ridiscendere in campo”. Lo ha detto Carola Rackete, la tedesca che ai comandi della Sea Watch 3 nella notte tra il 28 e il 29 giugno forzò il divieto di ingresso in acque territoriali italiane e di ingresso in porto a Lampedusa. Rackete risponde alle provocazioni cosi: “Parlerò alla gente, le parole portano all’azione.Bisogna stare molto attenti come cittadini, va interrotta la retorica di odio, assolutamente vuota, bisogna prevenire la politica dell’odio. Infine, mi piacerebbe ringraziare tutti coloro che sono stati solidali con me ed hanno sostenuto i profughi che arrivano in Italia, sostegno e solidarietà sono importanti per le ONG“.

La capitana inoltre ha voluto precisare che la decisione presa durante la vicenda Sea Watch 3 non è stata presa casualmente o “su due piedi” ma bensì è stata pensata ed elaborata insieme ad altri colleghi di bordo. Intende precisare, infine, che nonostante adesso non sia imbarcata ciò non vuol dire che non possa, in futuro, tornare a lavorare da capitana, come ha sempre fatto.

https://twitter.com/SeaWatchItaly/status/1174776576195608577