I giovani sono dipendenti della socializzazione e non della tecnologia.

I giovani non sono schiavi della tecnologia, hanno solo bisogno di essere sempre in contatto con chi li vuole bene

Se sei un genitore che in questo periodo sta cercando di convincere i propri figli a frequentare “la scuola online” probabilmente avrai notato che i capricci non sono più il dominio dei bambini di due anni. Anche i quindicenni scalciano e gridano. I bambini implorano di uscire, gli adolescenti vogliono disperatamente condividere lo spazio fisico con i loro amici, e i genitori dicono ai loro figli di andare online per rilassarsi un po’ anche loro ed avere un minimo di tempo libero. Ecco la realtà che stiamo vivendo in questi giorni difficili.

Ho avuto la fortuna di assistere all’evoluzione dei social network: da MySpace all’arrivo di Facebook fino ai regni di Snapchat e Instagram. Ma in tutto questo tempo ho sempre sentito “la voce degli adulti” dire: “questi giovani d’oggi, sempre davanti a quel maledetto telefono, e quando lo posano, prendono il computer. Sono “schiavi” di internet.”. Inutile dire che non avrei mai immaginato di come le cose potessero cambiare durante una pandemia globale.
Conoscendo i social del passato e del presente, e avendo vissuto quegli anni proprio durante la mia adolescenza, ho fatto un passo indietro e ho capito che “la mia droga” non era e non è la tecnologia, bensì i miei amici.

Ora, a quasi due mesi dall’uso forzato della didattica a distanza, ho assistito ad un esperimento sociale pazzesco e ho imparato che la maggior parte dei giovani impazzisce vivendo una vita interamente online. Non posso fare a meno di pensare che quando Covid-19 finirà avrà insegnato a tutti noi quanto sia importante l’interazione umana in uno spazio fisico. Se dovesse durare a lungo, probabilmente finiremo per odiare gli schermi (del telefono, del televisore e del computer).
Prima del lockdown la maggior parte degli adolescenti passava il tempo a scuola, praticando sport e partecipando ad altre attività, quasi sempre in spazi fisici con molte persone presenti. Ora la didattica è nello schermo, gli amici sono nello schermo, le attività, la palestra, lo sport, la danza e la messa domenicale sono nello schermo. La TV forse tanti anni fa uccise la radio, ma Zoom e Skype uccideranno la gioia di passare un po’ di tempo davanti al computer.

Come accennavo prima, la maggior parte dei giovani impazzisce vivendo una vita completamente online. Certo, fare un TikTok con gli amici è ancora divertente, ma c’è sempre un limite al tempo che si trascorre su un’app, anche per gli adolescenti. Se Covid-19 dovesse durare ancora un altro mese probabilmente i bambini abbandoneranno la scuola o lanceranno i loro computer contro il muro. (Beh, se devo essere sincero io conosco una persona che ha già fatto quest’ultimo col suo iPad). I giovani adesso vogliono uscire, vogliono fare sport, anche al costo di farlo con i propri genitori. Questa cosa potrebbe non sorprenderti se te lo chiede un bambino di sette anni, ma se tuo figlio quindicenne ti chiede di giocare a calcio con te, fallo! Ricorda che qualche anno fa, i ragazzi escogitavano dei modi (a volte anche pericolosi) per uscire di casa mentre i genitori dormivano, ora non ce n’è più bisogno perché i social hanno eliminato questa barriera e gli amici sono sempre raggiungibili.

Dato che siamo tutti bloccati a casa, i giovani cercano di fare tutto il possibile per “distrarsi dagli schermi” ma lì ci sono i loro amici, il mondo che prima vivevano fisicamente ora è nel loro telefono e non è assolutamente vero che si è dipendenti degli smartphone, abbiamo solo bisogno di passare del tempo con gli amici, al costo di stare ore al telefono fino ad “infuocare le orecchie” perché gli “abbracci virtuali” non piacciono a nessuno e aspettiamo solo che tutto questo finisca per poter tornare a riabbracciare tutti. Forse è vero, una dipendenza ce l’abbiamo, ma non è la dipendenza dalla tecnologia, siamo dipendenti dei nostri amici, di chi ci fa stare bene, di chi inventa scuse per vederci, di chi ci telefona per sapere semplicemente come stiamo. Ecco, questa è la dipendenza di noi giovani e non c’è niente di più bello.